YOGA E SPORT: ARMONIA TRA RESPIRO – CORPO E MOVIMENTO NELL’ARRAMPICATA

27/03/23

Entrambi hanno un obiettivo, un fine; quello dello Yoga: risvegliare il potenziale dormiente in ogni essere umano, quello dell’arrampicata: raggiungere la vetta attraverso l’esperienza del muro. In entrambi la pratica costante e disciplinata conduce a ritrovare se stessi, nello Yoga l’ascolto del respiro, la percezione del corpo, la consapevolezza del movimento sono tutti fattori che portano l’attenzione dentro e la distolgono dal mondo esterno.

Vi state chiedendo cosa hanno a che fare lo Yoga e lo Sport? ed in particolare cosa hanno in comune lo Yoga e l’Arrampicata?

Entrambi hanno un obiettivo, un fine; quello dello Yoga: risvegliare il potenziale dormiente in ogni essere umano, quello dell’arrampicata: raggiungere la vetta attraverso l’esperienza del muro. In entrambi la pratica costante e disciplinata conduce a ritrovare se stessi, nello Yoga l’ascolto del respiro, la percezione del corpo, la consapevolezza del movimento sono tutti fattori che portano l’attenzione dentro e la distolgono dal mondo esterno.

IL QUI E ORA
Nello Yoga è fondamentale la concentrazione e restare nel momento presente in cui si sta agendo perché qualunque distrazione potrebbe far perdere l’equilibrio o far irrigidire il corpo o ancora spezzare il respiro, rendendo la pratica difficile e faticosa. Nell’Arrampicata la solitudine della roccia, il rapporto con la montagna, la natura circostante e la sfida con se stessi riportano inevitabilmente ad un’attenzione verso la propria interioritá. Per l’arrampicata l’ascolto del corpo, la gestione del respiro, la percezione del movimento sono essenziali per una buona scalata, qualunque distrazione rischia di provocare incidenti e infortuni perciò diventa essenziale portare l’ascolto a se stessi.

Vi starete chiedendo: “Si ma tutto ciò ha solo un approccio fisico?”
No! Sia lo Yoga che l’Arrampicata generano un dialogo interiore con se stessi, con la gestione delle proprie emozioni, ridimensionano l’ego, e portano il praticante a mettersi in discussione osservando le proprie paure, i propri limiti e i propri difetti imparando ad accettarli, superarli e affrontarli. Nello Yoga come nell’Arrampicata si impara ad essere tolleranti e pazienti, ad attendere.. tollerare che quella posizione non si riesce ancora a chiudere (ossia non si riesce ad eseguire in forma completa), pazientare ed aspettare sino a trovare la chiave che con un semplice tocco aprirá la porta alla soluzione. Tollerare che non si riesca ancora a raggiungere la vetta di quella via, (quel percorso) sapere che la montagna domina e il meteo lo decide lei, avere pazienza che cambi e perseverare sino a raggiungere l’obiettivo, l’Arrampicata e lo Yoga insegnano anche questo, la perseveranza.

Capite ora la relazione tra Yoga e Arrampicata?
Bene, vediamo ora come lo Yoga può giovare all’ Arrampicata, non solo dal punto di vista fisico, ad esempio migliorando l’elasticitá e rendendo il corpo più morbido, ma partendo dal respiro, dalla gestione dei pesi e dalla consapevolezza del bacino e del movimento.
Potete iniziare assumendo una posizione comoda e semplicemente ascoltare il vostro respiro, il suo ritmo, il suo suono, il suo movimento nel corpo, la sua velocità, cercate di dargli un ritmo e una velocità costanti sia nella fase di inspirazione che in quella di espirazione. Contate un numero di secondi tra i 4 e i 5 sia in inspirazione che in espirazione(respiro regolare), più la capacità polmonare aumenta più aumentate il numero dei secondi. Continuate per 5 min.
Ora portatevi in piedi e ascoltando il respiro iniziate ad eseguire per 10 ripetizioni la sequenza del Saluto al Sole, serve a scaldare il corpo e metterlo in moto, all’inizio cercate solo di muovervi, alla terza ripetizione portate l’attenzione al vostro respiro e cercate di muoverlo all’unisono con il movimento del corpo Alla quinta ripetizione portate l’attenzione al vostro corpo che si muove nello spazio, ascoltate ogni parte spostarsi, sentite l’aria che spostate. Sentite come spostare i pesi del corpo nel movimento e cercate sempre un equilibrio nel baricentro, sentite il bacino muoversi, tenete i pesi nel corpo omogenei. Dalla settima ripetizione in poi provate a mettere insieme tutti questi elementi e utilizzarli contemporaneamente durante la sequenza.

Non sarà un lavoro semplice, ma la costanza e la disciplina vi premieranno, e poi non è ciò che si fa costantemente nell’arrampicata, gestire pesi, respiro, movimento, bacino, spinte simultaneamente?!
Ripetete la sequenza per 20 min, quando sarete più esperti potete anche giocare aumentando e diminuendo la velocità e il ritmo della sequenza, esattamente come nell’arrampicata.
Terminate sdraiandovi sul tappetino e rilassando lentamente il corpo dai piedi alla testa o viceversa, come preferite, cercate però di prendere in analisi ogni parte del corpo, pezzo per pezzo, così da rendere il rilassamento profondo e vigile.
Nella prossima scalata provate ad applicare le stesse attenzioni e gli stessi lavori fatti nello Yoga alla vostra arrampicata.
La vostra scalata avrá un gusto diverso, ve lo garantisco!
Buona pratica!

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